AveRavenna

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domenica 3 gennaio 2016

AveRavenna: "Silenzio, Ravenna dorme. Alla città non interessa il turismo"

Domenica 21 Dicembre 2014 

La denuncia del Comitato

Un mosaico di San Severo
"La Domus dei tappeti di pietra grazie all’eccellente richiamo mediatico ha superato i 500.000 turisti visitatori dall’inaugurazione ad oggi. Il notevole introito dovrebbe essere stimolante ed indurre a scoprire così la giusta risoluzione per aumentare l’afflusso turistico". "Sembra che l’eccesso di adrenalina provocato dalle richieste di apertura di locali per la ristorazione e servizi igienici sia dannoso al punto tale che in città ci si guardi bene dal creare  simili attrattive. Bisogna evitare di scoprire qualcosa di nuovo, i turisti che girano per la città sono fastidiosi, siano ben accetti al porto di Porto Corsini ma portiamoli immediatamente a Maranello, Firenze, Venezia o comunque allontaniamoli.
Ravenna è la città dei morti – proseguono da AveRavenna – , ha sentenziato una consigliera comunale ed è questa la sua inevitabile fine.
Il comitato AveRavenna ha evitato, con le proprie osservazioni al progetto del parcheggio presentato da Azimut, che l’area in via Guidarelli venisse distrutta con i sondaggi penetrometrici, ma non è riuscita a far si che si potessero riportare in superfice i mosaici sepolti nell’area. I soldi non mancherebbero, la Comunità Europea li stanzia , ma allora perché?

Perché è fallita la candidatura Europea? Forse perché una domenica qualche membro della commissione giudicatrice è arrivato di soppiatto in città ed affamato e assetato per la carenza di bar e ristoranti aperti, ha dovuto anche sopperire alla mancanza di servizi igienici condividendo con un tunisino un albero nei giardini Speyer?
Perché non amiamo la nostra città? Perché non si presentano progetti validi per ottenere finanziamenti europei? Perché non è ancora stata elaborata la Carta delle potenzialità archeologiche?

Nel lontano 9 febbraio 2012 la funzionaria della Soprintendenza ai Beni Archeologici dichiarava –“ è comunque in corso di definizione la  realizzazione della carta delle potenzialità archeologiche entro l’anno per diventare così uno strumento di tutela”- Avevamo considerato l’affermazione seriamente avendo dimenticato l’avvicinarsi del carnevale…"

AveRavenna: "Fermare la rottamazione della nostra storia. Un nuovo futuro per Ravenna"

Domenica 14 Dicembre 2014
La candidatura a capitale europea della cultura 2019 è fallita e consapevoli che pagheremo e stiamo già pagando profumatamente gli errori dell’incompetenza altrui, speravamo almeno nella quiete dopo la tempesta… Basta, lasciateci in pace, basta con le corbellerie ed invece no… Con perseveranza e tenacia sono pronte altre ”lungimiranti iniziative”.
Si vuole chiudere a tutti i costi piazza Kennedy e si è in cerca di parcheggi sostitutivi, non considerando che quelli di Via De Gasperi, via Port’Aurea (Cappuccini), via Cura, via Bezzi, già funzionanti, coprono numericamente il fabbisogno. Ecco il multipiano di via Guidarelli, è pronto il progetto, è pronto lo scempio archeologico… Gli ormai prossimi lavori per il parcheggio multipiano di via Guidarelli, del costo di 1.000.000 di euro, e la chiusura di piazza Kennedy, oltre ad assolvere l’obbligo dell’impegno preso con la Fondazione della Banca del Monte di Bologna e di Ravenna, restauratrice del palazzo Rasponi, porteranno ai cittadini e negozianti nuove possibilità di lavoro o costituiranno un nuovo aggravio per le nostre tasche? Un giornale locale ha scritto, a proposito del parcheggio via Guidarelli, che la totalità delle spese saranno a carico della società Azimut, non ricordando che Azimut è una società mista a maggioranza pubblica (60%) dei Comuni di Ravenna, Faenza, Cervia e Castelbolognese. Queste spese comporteranno un ulteriore aggravio sulle tasse dei singoli cittadini.
Nella prima metà del 1800, dal lato angolo di via Port’Aurea con vicolo S.Andrea (v. Guidarelli), si trovarono un grande sarcofago iscritto, databile al periodo romano e alla profondità di circa 4 metri i resti di un edificio romano con quattro pavimenti a mosaico. Cosa sarà di questo patrimonio, salvato forse dai danni dei sondaggi penetrometrici grazie alle osservazioni al progetto presentate dal comitato AVE-RAVENNA, ma destinato per sempre alla tumulazione? Volete riqualificare piazza Kennedy? In tempi antichissimi qui sorgeva la BASILICA D’ERCOLE, da qui la denominazione “quartiere ercolano”. Vi erano poi i NINFEI, la fontana monumentale punto d’arrivo dell’acquedotto e d’inizio della rete idrica urbana. Ecco la vera Ravenna, capitale Gotica. Una sola area, monumenti, fontane, chiese, tutto ancora sepolto sotto le betonelle di una piazza. Demolita la basilica d’Ercole sulle sue rovine si costruì la chiesa di S.AGNESE, la più antica chiesa ravennate. Guardiamoci attorno, qualcuno ha visitato la Domus del chirurgo a Rimini? Quale afflusso turistico e quindi quanti denari la riscoperta dell’archeologia porterebbe alla città? Quale enorme attrattiva turistica sarebbe quella di presentare Piazza Kennedy com’era e di poter osservare i mosaici incredibili di via Guidarelli esposti nel museo di S. Vitale, l’unico di reale spettanza? I soldi? i denari per attuare il tutto ci sono, sappiamo che la Comunità Europea finanzia i progetti validi e che la Provincia dispone di personale preposto per effettuare queste richieste. L’unica cosa da valutare è il tempo: alla fine del 2015 i finanziamenti europei non saranno più a disposizione. Un pizzico di coraggio.. Un volto nuovo per Ravenna, una città cambiata, aperta alle innovazioni per incrementare il turismo e finalmente certa di poter uscire da quell’eterno ruolo secondario. Non più città di serie B; ma… resterà sogno o realtà?
Fermare la rottamazione della nostra storia
PARCHEGGIO DI VIA GUIDARELLI, UN ALTRO SCEMPIO NEL SILENZIO COLLETTIVO
Il comitato AveRavenna  presenta le sue osservazioni al progetto del Comune per l’area dell’ex-cinema Roma


  21 novembre 2014
 


La Soprintendenza per i beni Archeologici dell’Emilia Romagna – Bologna si esprime in merito all’elevazione di un parcheggio modulare nell’attuale area di proprietà della Curia, in via Guidarelli, concedendo il nulla osta alla suddetta costruzione, se non per  quel che concerne la posa di un disoleatore (pozzetto di raccolta olii) che verrà inserito a -0,60 cm dal piano di campagna e per cui si richiede uno stretto controllo archeologico.                                                                                                                   
Gli uffici tecnici della Provincia hanno dichiarato che “come criticità è indicata l’alta potenzialità archeologica dell’area dovuta alla presenza di stratificazioni complesse che dall’età romana si protraggono fino alla moderna, ma considerato che l’intervento non prevede la realizzazione di piani interrati e la struttura da installare non necessita nemmeno di scavi  di fondazione, si ritiene che non sussistano criticità in merito ai lavori da effettuarsi.”-
La Provincia richiede inoltre : “… si richiede l’esecuzione di altre prove in situ spinte almeno a -20 m. di profondità dal piano di campagna. L’indagine deve coprire tutta l’area interessata da urbanizzazione ed edificazione in modo fitto e omogeneo”… .
Si tratta di un ulteriore danno aggiunto a quello di 5 anni fa, quando si eseguirono i primi sondaggi penetrometrici  richiesti dalla curia per un progetto che non fu poi realizzato. La Soprintendenza era stata preventivamente avvisata?
I sondaggi penetrometrici sono rilevazioni che consentono di tastare la struttura del terreno per valutarne la stabilità  per eventuali  edificazioni.  Sono invasivi perché demoliscono tutto lo strato archeologico sommerso.
I sondaggi penetrometrici non possono rilevare mai eventuali “morfologie archeologiche sepolte” in quanto non permettono l’estrazione di carotaggi di terreno, gli unici elementi che gli archeologi analizzano per individuare la stratificazione di quello che può essere sepolto.
Ancora più celatamente, edotti dall’incidente di Piazza Anita Garibaldi, che non si doveva come sempre verificare ma che ha permesso la scoperta di una pavimentazione in mosaico, ci si munisce di strumenti ancor più raffinati che nascondono e non permetteranno mai più di scoprire quella parte di Ravenna che ci aspetta da secoli … .
Siamo sulla via che entrando da PORT’AUREA e uscendo dal PONS AUGUSTUS formava il ”cardo maximus dell’oppidum”. Nella prima metà del 1800, dal lato angolo via Port’Aurea con vicolo S.Andrea, si trovarono un grande sarcofago iscritto, databile al periodo romano, ed, alla profondità di circa 4 metri, i resti di un edificio romano con  quattro pavimenti a mosaico.   
Siamo su quella retta viaria che conduceva probabilmente al FORO romano.
Benvenuti  tra gli alieni!
Perché la Soprintendenza punta il dito unicamente al disoleatore? Cos’è che non ammette ignoranza, la legge?
Indagini penetrometriche fitte e omogenee a -20 m.  e si incroceranno le dita per non inciampare nelle solite disgrazie di quando si scava in questa città e ci si augura sempre di non scoprire nulla.
Si frantumerà tutto irrimediabilmente e tutto nuovamente si potrà imputare a chi di Ravenna non si vuole occupare e a chi nel nostro Comune ha saputo con tanta solerzia dilungare i tempi per l’attuazione della Carta delle potenzialità archeologiche.
A chi imputeremo questa ennesima distrazione? LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA.
Un ringraziamento a quanti, speriamo, si adopereranno per salvaguardare questo immenso patrimonio storico dalla distruzione.    

Comitato Ave Ravenna: "Una necropoli romana sotto l’edificio dell'ex macello"

Lunedì 10 Novembre 2014
Seguirà forse la sorte della fornace Hoffman di via Romea, tutelata da un vincolo architettonico come elemento di archeologia industriale, e invece demolita, sotto gli occhi di tutti, per dare spazio ad un centro commerciale; non si poteva conservare, soprattutto alla luce delle nuove norma antisismiche, spiegava l’assessore all’urbanistica.

Poco importa se nel 2003 il Consiglio comunale approvava una delibera che prevedeva il recupero conservativo edilizio dell’area dove sorgeva la fornace Hoffman. Un cumulo di macerie sono la memoria che ancora ci sfiora quando le passiamo accanto in auto … È successo … succederà ancora?

Osserviamo l’ex macello nell’abbandono ormai quarantennale, quel macello venduto dal Comune all’asta nel 2003 ed ancora immobile, esposto all’incuria del tempo e degli uomini. Su di lui si è tanto parlato, progettato, sognato ma tutto è ancora immobile.

Si sfogliano i giornali e da New York, dove Renzo Piano ha progettato la mega ristrutturazione di un vecchio macello, possiamo arrivare a Bologna dove sono stati creati spazi per la cultura, nell’ex sala borsa ed una biblioteca nell’ex Forno del pane. Osserviamo Russi, dove utilizzando fondi comunitari hanno convertito l’ex macello in un centro polivalente e biblioteca.

Lui è ancora lì , un vecchio macello che lascia le proprie pietre al suolo... Anche lui è stato considerato dalla Soprintendenza meritevole del vincolo architettonico. La fornace ha perso la sua battaglia al tempo, il macello saprà mostrare la carta vincente quando si scenderà a scavare per i garages sotterranei (come da progetto).

Cita l’archeologa Valentina Manzelli nel suo libro “RAVENNA” : il Regio Soprintendente ai monumenti di Ravenna, Corrado Ricci, segnalò con lettera del 4 agosto 1903 il rinvenimento di oggetti romani a sud delle mura di Ravenna, nelle adiacenze del nuovo macello ….
Si afferma, inoltre, che nell’area dell’attuale supermercato di via Cesarea, durante i lavori per la costruzione dell’edificio che ospita i grandi magazzini STANDA nel 1971, … si rinvenne un cospicuo numero di sepolture pertinenti ad una necropoli databile dal III al V sec. d.C."

Benvenuti nei resti della più grande necropoli romana individuata in zona ex-macello, ancora da mettere in luce e rilevare.

Un ringraziamento a quanti, speriamo, si adopereranno per salvaguardare questo immenso patrimonio storico dalla distruzione.

AveRavenna: Classe, la storia di una fogna senza fondo

Sabato 18 Ottobre 2014
C’è chi sostiene che è una fogna, chi invece che è un acquedotto, chi un abbeveratoio. L’unica cosa certa è che Classe antica aspetta e che da 30 anni si scava in quella condotta. Dal 1983 gli archeologi e gruppi di volontari esplorano la condotta sotterranea in muratura scoperta fuori dalle mura di Classe antica. Lo scavo, come ha ricostruito l’ingegnere Arnaldo Roncuzzi nel suo periodico “Classe e Ravenna” del 1997, fu eseguito per saggiare l’area in corso di lottizzazione in via Romea vecchia. Prima nella sabbia si incontrarono tombe; più giù ancora tombe ma disposte inclinate, quasi come fossero scivolate in uno scavo.

Il coperchio della condotta venne ritrovato più di quattro metri sottoterra , si capì allora che le tombe scivolate erano precedenti alla costruzione della condotta stessa. La struttura si presentava infatti come quella di un acquedotto interrato. La condotta d’acqua tuttavia venne definita dall’allora Sovraintendente archeologica semplicemente come una fogna. L’ingegner Roncuzzi già allora osservava che una fogna non era. Prima di tutto, sosteneva l’ingegnere Roncuzzi, le fogne non si costruiscono sotto il livello del mare, tanto meno sotto i cimiteri. A noi le tecniche delle fogne sono state tramandate dai romani e come allora le fognature continuano ad essere costruite sotto le strade. Un acquedotto allora? Voi berreste l’acqua di falda che sta al di sotto di una sepoltura? I Romani erano molto attenti all’igiene. Ancora oggi, nel deserto, dove sostano le carovane quando lo spessore dell’acqua dolce è scarso, per alimentare i pozzi si realizza un tunnel orizzontale lungo quasi quanto basta per captare la falda. Meno spessore d’acqua è attingibile, più lungo sarà il tunnel drenante. A Classe la falda è salata ma l’acqua piovana alimenta un piccolo strato che sottoterra non si mescola con quell’acqua salata . In una stazione dell’importanza della base navale imperiale, sosteneva Roncuzzi, era indispensabile una grande quantità di acqua dolce per abbeverare i cavalli. Il fondo del tunnel è dentato per fermare la sabbia finissima eventualmente entrata dalle fessure, per cui ogni tanto occorreva ripulirli. Ecco la funzione dei pozzetti di accesso presenti ogni sedici metri del tunnel. Dunque né fogna, né acquedotto: quel tunnel non è altro che una presa d’acqua orizzontale per alimentare un pozzo per abbeverare cavalli ed asini. Un abbeveratoio che dopo 30 anni di scavi, pare senza fondo.
Ravenna - 24/08/2015

Caserma Alighieri: nuovo futuro per l'intera area

Comitato AveRavenna: “Occasione unica ed irripetibile per la portare alla luce la città romana di Ravenna”.
“Il Soprintendente archeologico per l’Emilia-Romagna Luigi Malnati – segnala il Comitato AveRavenna - ha risposto alla nostra lettera aperta inviata al Ministro per i beni culturali lo scorso 23 luglio con le seguenti affermazioni: in merito alla richiesta (di valorizzazione archeologica dell’area della ex-caserma) si fa presente che questa Soprintendenza intende valutare con la massima attenzione la progettazione relativa all’ex caserma Dante Alighieri di Ravenna nella sua globalità, tenendo conto non solo delle proposte di modifica degli assetti attuali, ma anche della conservazione, maggiore conoscenza ed eventuale valorizzazione dei depositi archeologici conservati.
La tempestiva risposta e la sensibilità dimostrata a salvaguardare questa porzione della città di Ravenna destinata ad una pianificazione urbanistica ignorante della Storia e della cultura ci hanno sorpreso ed entusiasmato allo stesso tempo.
Lo Studio per la valorizzazione e alienazione della ex-Caserma Dante Alighieri del 2011 prevede una riqualificazione dell’area realizzata con le ennesime speculazioni immobiliari, con la costruzione di palazzine. indicando peraltro come criticità la presenza di un alto potenziale archeologico per la probabile presenza di strutture insediative che dall'età romana pervengono fino a quella medioevale.
Auspichiamo un destino diverso per l'area della ex-Caserma Dante Alighieri, di proprietà dello Stato, proprio in virtù del suo alto potenziale archeologico, affinché possa essere oggetto di appropriati sondaggi e verifiche mirati a valorizzare e salvaguardare l'originale patrimonio storico-culturale soggiacente l'intera area.
L'area della ex caserma militare rappresenta un'occasione unica ed irripetibile di conoscenza del passato di Ravenna all'epoca romana, viste le potenzialità archeologiche esistenti, e della sua memoria storica ed un'occasione di rilancio culturale per la città (Ricordiamo che la valorizzazione dei fortuiti ritrovamenti archeologici di via D'Azeglio ha consentito la realizzazione della Domus dei Tappeti di pietra, un sito archeologico in pieno centro storico, ricco di 700 mq di splendidi mosaici, con oltre 500.000 visitatori in nove anni).
La presenza della archeologa ravennate Valentina Manzelli, indicata dal Soprintendente come referente dell’istruttoria per la ex-caserma, ci fornisce ampie garanzie sulla qualità ed accuratezza degli studi e degli approfondimenti che la Soprintendenza intende avviare su tutta l’area.
Seguiremo con attenzione l'evolversi degli studi e dei progetti riguardanti l'area della ex caserma e della scoperta e valorizzazione del suo sommerso tesoro archeologico, obbiettivo primario del nostro comitato.”

Comitato AveRavenna: "Assalto alle mura storiche della città"

Mercoledì 21 Maggio 2014

Presentate in Comune sette osservazioni contro i previsti parcheggi auto a ridosso delle mura storiche vicino a Porta Gaza e Porta Serrata

Il comitato AveRavenna ha presentato sette osservazioni alle Varianti al Regolamento Urbanistico Edilizio previste dalla Giunta comunale e che prevedono il potenziamento dei parcheggi di Porta Gaza e del Piazzale Torre Umbratica (vicino a Porta Serrata) realizzando 40 posti auto a pochi centimetri dalle mura. Secondo il comitato infatti "i parcheggi contrastano con quanto indicato nel Piano Strutturale Comunale del Comune di Ravenna (PSC) che prevede la tutela e riqualificazione del Centro Storico esaltandone sempre più il ruolo culturale-turistico e commerciale di qualità, valorizzando il sistema delle mura storiche, delle porte e dei percorsi connessi individuando la 'cintura verde interna' che deve riprendere il percorso delle antiche mura".
AveRavenna rileva inoltre che la realizzazione dei parcheggi contrasta con quanto indicato negli obbiettivi del Regolamento Urbano Edilizio del Comune di Ravenna (RUE) che prevedono la valorizzazione e la messa in rilievo della cinta muraria storica della città.
"Le mura di Ravenna - sottolineano da AveRavenna - devono recuperare la loro valenza urbana e territoriale anche attraverso azioni mirate alla loro valorizzazione storica, in quanto  costituiscono uno dei rari esempi, in Italia e in Europa, di un tracciato murario tardo-antico ancora ben conservato. Queste costituiscono un imperdibile monumento urbano offrendo una memoria storica delle vicende della città.
La visuale di tali mura deve rimanere libera e priva di qualsiasi elemento incongruo col tessuto storico come sarebbe un parcheggio di automobili a ridosso delle murature.
AveRavenna ritiene che si debba mantenere la fascia di rispetto della cinta muraria e quindi potenziare la cintura verde intorno al perimetro delle mura storiche allo scopo di consentirne la fruizione ai cittadini ed ai turisti in visita alla nostra città offrendo un imparagonabile percorso sopra ed a fianco alle mura. Difatti i percorsi sopra le mura possono divenire un'opportunità di passeggiate panoramiche alla riscoperta della Città da un altro punto di vista, lontano dalle auto ed immersi nel verde e nella quiete. Il recupero e la valorizzazione delle mura storiche sono un'importante ed imperdibile occasione per la nostra città".